Santa Maria Nuova e Bonifazio sotto Napoleone

Acquisita dalla Fondazione una relazione manoscritta ottocentesca del conte Camillo Capponi

Ultimo aggiornamento:07/06/2016 17:42:28

Una relazione manoscritta, risalente ad inizio Ottocento, è stata recentemente  acquisita dalla Fondazione Santa Maria Nuova.

Si tratta di un’interessante memoria dell’allora commissario, conte Camillo Capponi, presentata probabilmente a Edouard Dauchy, Amministratore generale di Toscana, e da ricondurre all’aprile del 1809.

Le Riflessioni del Capponi, nobile fiorentino del ramo del Palazzo delle Rovinate, sono fondamentali per introdurci nella complessa situazione finanziaria dei due ospedali di Santa Maria Nuova e Bonifazio nel periodo napoleonico. Ben 1.637 erano stati i pazienti ricoverati, al giorno, nel corso dell’anno 1808. Contestualmente le entrate a disposizione dell’amministrazione ospedaliera erano state ridotte considerevolmente e, pur con l’approvazione della Legge del 23 agosto 1805 sui sussidi ospedalieri, non erano state restituite sufficientemente le risorse messe a disposizione già ai tempi dei Lorena.

A Parigi, già dal gennaio del 1809, il conte Capponi scriveva ricordando all’Imperatore prima di tutto l’importanza del modello organizzativo ospedaliero fiorentino, grazie all’ultima riforma regolamentare approvata dal suo predecessore Covoni e pubblicata nel 1789. Scrive il Commissario che la maggiore ampiezza, il buon sistema, e il miglior servizio e cura fecero aumentare annualmente il numero dei malati, avendo il popolo perduta la cattiva opinione che per lo passato aveva delli spedali medesimi. Il conte Capponi non si limita a elencare i problemi ma fornisce, analiticamente e con dati contabili, le soluzioni da prospettare a Napoleone.

Con coraggio e determinazione inusuale prima di tutto rivendica gli assegnamenti tolti. Poi richiede un aumento nella retta da pagarsi per i militari francesi ricoverati e il saldo dei crediti pregressi bloccati dall’amministrazione napoleonica (ad esempio la tassa sui testamenti, sul sale, sul gioco del lotto). Per finire rivendica l’importanza per l’Ospedale dello Studio di Chirurgia, Medicina e Farmacia, che dava un lustro particolare al nosocomio fiorentino, anche se non sede di ateneo. Il Capponi arriva a contestare che se il Governo, che però non mantiene la parola data, come potrò mantenerla io privo affatto di mezzi…e minaccia la chiusura dell’Ospedale, preannunciata per il 1° marzo del 1809.

Promessa che per fortuna non mantiene, ma che ha l’effetto di far allentare i cordoni della borsa dell’Imperatore.

TAG
Bonifazio
lettera
Napoleone
Ospedale
regolamento
Correlazioni