La storia di Sant’Egidio, dalla Provenza a Firenze

L’1 Settembre si festeggia il santo a cui è dedicata la chiesa di Santa Maria Nuova

Ultimo aggiornamento:30/08/2022 10:54:48

L'1 Settembre ricorre la morte del santo a cui è dedicata la chiesa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, Sant’Egidio.

Originario di Atene, passò gran parte del sua vita eremitica in Francia ed è perciò ricordato come Saint Gilles. Lì si stabilì in Provenza, dove visse in una grotta in compagnia di una cerva che lo nutriva con il suo latte. Un evento importante cambierà la vita del futuro santo: per salvare l’animale da una battuta di caccia, Egidio venne ferito gravemente da una freccia che lo rese infermo. L’incidente fu provocato da un re visigoto che, colpito dalla dimostrazione di lealtà dell’uomo, come atto di penitenza decise di donare i terreni su cui  sarebbe sorto il monastero dell’eremita.

Ancora oggi  gli elementi di questa vicenda biografica si riscontrano negli attribuiti iconografici del santo, che è rappresentato come un anziano dalla barba lunga, vestito con il saio monacale e con il pastorale, sempre accompagnato dalla fedele cerva. Talvolta è presente anche la freccia che lo ferì.

In seguito alla fama ottenuta dopo questo evento, fu chiamato alla corte francese (molto probabilmente da re Carlo Magno) e da quel momento la sua fama di taumaturgo si diffuse in tutta Europa. Ancora oggi Sant’Egidio è considerato dalla religione cristiana uno dei quattordici Santi ausiliatori e veniva invocato contro il panico e la follia. La sua riconosciuta santità e capacità taumaturgica determinerà la diffusione delle sue reliquie, che arriveranno in particolare nelle chiese annesse agli ospedali.

A Firenze, il culto di Sant’Egidio arriva grazie ai Frati della Penitenza di Gesù Cristo, conosciuti come “Saccati”, che nel 1259 costruirono una chiesetta fuori dalle mura del centro storico. La gestiranno fino al 1274, anno in cui fu soppresso il loro ordine. Nel 1288, quando Folco Portinari decise di fondare l’ospedale di Santa Maria Nuova, acquistò ed inglobò proprio i loro possedimenti e mantenne l’intitolazione della chiesa a Sant’Egidio.

Oggi  è possibile ammirare due opere che celebrano il santo nella sua chiesa: sotto l’altare è situata la tela realizzata nel 1654 da Giacinto Gimignani, raffigurante l’episodio della battuta di caccia; mentre nell’affresco che decora la volta, nel 1722-1723 Matteo Bonechi ha raffigurato Sant’Egidio accolto in cielo da Maria Assunta.  

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